Londra. Ore 7 am. Primo appuntamento di lavoro: colloquio. Da N1 0HN (il mio codice postale, appunto) a EC4M 8NA tipo. Tempo previsto per lo spostamento: 60 minuti.
“Mise” scelta e preparata dalla sera prima. Idem per Viola. Tutto è organizzato. Partiamo. Ma dov’è che dovevamo andare? Ah si, certo. Gloucester Road.
Metropolitana ad Islington, change at King’s Cross, e poi giù verso south west. Sono in ritardo. Di 1 ora. Ma una volta arrivata, saprò scusarmi. Londra è una città immensa, poi con Viola appresso non è mica così semplice. Stavo per decapitarla all’ingresso della metropolitana, ad esempio. Non avevo capito che quando passo dalle porte (alte 1 metro) per accedere al “tubo” , Viola deve starmi in collo o davanti. E così passo sicura che lei mi sia dietro. Lo era. A metà. Cioé metà dentro le porte e metà fuori. Cancelliamo quest’immagine e proseguiamo.
Quindi, dov’ero rimasta? Ah sì, l’appuntamento. Ritardo di 1 ora. Saprò scusarmi. Si ma a chi. Qua non c’è nessuno. E neanche un campanello. Solo codici. Tento il banale 0000? No che non funziona, non è il lucchetto di una valigia, è il Business Club Italia a Londra. E allora scrivo. Scrivo un sms al mio già ex datore di lavoro. Si perché così mi sono giocata quel poco di credibilità che speravo di avere. Va bene, calma. Dunque: “Scusami tantissimo, sono in ritardo di 1 ora e all’indirizzo sbagliato”. Vado dritta al punto. Inutile raccontare storie.
Ma insomma questa città è davvero grande e quando vuole è pure vuota. Sono di nuovo capitata in una di quelle zone “così chic” da non trovare neanche un taxi e Viola si è fatta i km a piedi tra metropolitane, passaggi….
Riguardo l’invito al “breakfast” dove avrei avuto il mio incontro e vedo nel testo dell’email il famoso indirizzo EC4M 8NA. Ma è dalla parte opposta! Ci sono anche passata in metropolitana! E ora come faccio?
Questo accadeva il giorno del mio compleanno, il 19. Oggi è il 24 e vi sto scrivendo. Quindi le mie scuse sono state convincenti. O forse il mio datore di lavoro ha vissuto a Londra e sa cosa vuol dire perdersi e correre contro il tempo.


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