Scusate, ma chi l’ha detto poi che Londra è brutta?
Oggi, così come ieri e l’altro ieri, e ancora la settimana scorsa, il sole splende e la temperatura è mite. Una volta accompagnata Viola al suo asilo pubblico, a 10 minuti a piedi da casa, sempre nel quartiere di Islington, ho deciso di andare a fare una passeggiata. Anziché per la solita strada, ho cambiato rotta ed ho scoperto un nuovo mondo, come spesso accade quando si decide di aprire gli occhi e togliersi dalla routine: c’è tutto un altro quartiere, proprio dietro il nostro, che pare incantato. Le case sono state da poco rimbiancate, gli alberi sono fioriti, i parchi verdi e ben tenuti, le strade spesso pedonali e tante scuole statali, una dopo l’altra che mi verrebbe voglia di tornare tra i banchi con le mani sporche di gesso.
Il quartiere è sempre il medesimo, Islington, che si apre a est e ad ovest e nasconde delle stradine, delle mews, tutte da scovare. C’è persino il canale con le case che vi si affacciano, i ponti che lo attraversano e le house boats dove le persone hanno scelto di vivere, con i loro orti e le loro biciclette sul tetto delle barche.Come avrete capito, oggi sono riuscita a lasciare Viola a scuola dalle 9 alle 13 da sola, tutto il tempo. E questa sì che è una gran bella soddisfazione. Per premiarla del suo coraggio, quando sono tornata a prenderla, l’ho portata al parco e sentendomi ancora nel mood dell’esploratrice, mi sono spinta più in là, verso nord-ovest, in un quartiere che si chiama Hampstead dove avevo appuntamento con un’amica, la blogger di “Ma che davvero?” http://machedavvero.blogspot.co.uk/ mitica Chiara e sua figlia, coetanea di Viola, appena trasferitesi a Londra. Anche lei giornalista, anche lei mamma, anche lei alla disperata ricerca della felicità-si-può-anche-se-sei-mamma.
Hampstead era una piccola cittadina che, alla fine del XIX secolo, vantava essere il risultato delle utopie urbane proprie della città post-liberale. Nasce nel 1905 da un progetto di Raymond Unwin e Barry Parker, sulla base dell’esperienza di Ebenezer Howard, l’ideatore della Città giardino.
Hampstead, in realtà, segna il passaggio dalla Città giardino al Garden Suburb e, in essa, si configura l’ipotesi della crescita cellulare della città. La teoria di Raymond Unwin viene applicata al progetto, seguendo i principi del comfort abitativo, della distanza calibrata dalla città principale, dell’alta qualità tecnico-progettuale, e delle forme evocative della città antica. Parte del London Borough of Camden, Hampstead è famoso per essere il sobborgo degli intellettuali, artisti, musicisti e scrittori. A sole 5 fermate di Overground, il nuovo treno/metropolitana sopraelevato, da Islington and Highbury, ecco che si apre una Londra mai vista: il parco di Hampstead Heath è un polmone verde per l’intera città, immenso e meraviglioso, con i suoi boschi antichi, gli stagni ed i laghetti con le papere ed i pescatori. C’è persino chi ci fa il bagno.
Nel periodo in cui visse con la famiglia a Londra, Karl Marx veniva regolarmente la domenica a pranzare in mezzo ai prati verdi di questo parco. La sua caratteristica è proprio quella di essere, oltre che vasto (si estende per più di 3 km), selvaggio, a differenza della natura di Hyde Park, così curata e precisa, senza boschi, rami o fiori fuori posto. Hampstead invece si spinge fin sopra una collina da cui si può ammirare Londra, o meglio, una parte di essa. La sera poi, col tramonto, la luce illumina il verde dei prati così forte, acido che il contrasto col resto del parco diventa incantevole.
E allora i rumori spariscono, torna la pace, quasi celestiale, e Londra diventa una città meravigliosa.




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