Donne di tutto il mondo, auguri.
Io però, se non vi dispiace, gli auguri, in primis, li faccio a me stessa: sono alla quarta settimana di arresti domiciliari (con una parentesi al Sir John Soane’s Museum). Mia figlia è malata da ormai un mese ed io, disperata, ho deciso che per stare chiusa in casa per più di 30 giorni, necessitavo di un (altro) valido motivo e così mi sono fatta influenzare dal virus, cioé il virus mi ha influenzata, insomma c’ho l’influenza virale.
Ce l’ho fatta, sì, ho dormito per 24 ore di seguito in uno stato di semi incoscienza delizioso, sublime, quando le lenzuola ti avvolgono morbide, stringendoti, tenendoti stretto stretto come una mummia ben fasciata.
E a proposito di mummia, appunto, mia figlia, astuta pargoletta, approfittava del mio stato di incoscienza per addobbarmi come un albero di natale con bijotteria varia: perle, orecchini a clip, anelli, bracciali. Mi son svegliata parevo Moira Orfei.
Ma insomma, in mezzo a tutta questa storia, c’è anche un ospedale. Dovete sapere che martedì (6 marzo) Viola ed io, saremmo dovute rientrare in Italia se non che lunedì la mia Violetta accusava mal d’orecchio: ecco, di tutti i mali che già aveva avuto, il giorno prima di partire ci mancava solo l’otite. Basta medici generici, mi sono stufata di esser rispedita a casa con l’ennesima boccia di antibiotico: taxi e ospedale.
Guardo su internet, trovo un ospedale con dipartimento pediatrico, fermo un taxi, non piego nemmeno il passeggino, ce lo carico dritto con Viola sopra che dorme, e via. Mia figlia ormai non risponde più a nessun richiamo, è andata, il che mi preoccupa non poco. L’attesa non sembra lunga, la sala per aspettare il proprio turno è ben organizzata con giochi e colori che rendono l’ambiente vivace e poco ospedaliero. Finalmente, dopo un’oretta e mezzo, ci chiamano: sogno o son desta? E’ forse costui il Dr. Robinson della serie tv I Robinson? no, aspettate un attimo, lui era ginecologo, ed era anche un po’ più bruttino, quest’uomo invece è meraviglioso. Ma che devo fare? Ah già, si mia figlia è malata…sguardo ebete…..sì sì ha male all’orecchio….sguardo ebete….il destro, no, oh scusi, il sinistro…..sguardo ebete. Come si chiama? si certo, mia figlia si chiama…. Si chiama Viola, sì mia figlia si chiama Viola.
Ecco, Viola in tutto questo ciondola e si addormenta ovunque, il dottore la rigira come un calzino e lei nulla, non si smuove. Mi chiedo perché non è così a casa, magari anche solo 4 (anche 6) delle 12 ore al giorno che passiamo insieme.
Morale della favola: anche il Dr. Robinson mi ha sbolognato una boccetta di antibiotico per Viola, ci ha vietato di volare, ma io ero pronta a farlo lo stesso se non che…il virus m’influenzò.
Auguri, donne di tutto il mondo.


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