Le case inglesi sono belle. Ma esiste un termine assolutamente inglese (per fortuna) che ne dà la perfetta definizione: “your house is sooooooo cosy“. Ho già la nausea.
Snobbissimo. “E’ così….accogliente, intima, confortevole”. Ma in realtà, trattasi di un letamaio.
Ma cominciamo per gradi.
Da quando vivo a Londra, personalmente ho la fobia del lavarmi. Questa case “so cosy” hanno ancora due rubinetti, uno per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda. Coniano parole a go go, ma miscelatori pochi. E quindi misceli da solo. Come per la vespa: un po’ di olio e giù benzina. L’unico miscelatore che ho, quello della vasca da bagno, è, ovviamente, rotto. Sono talmente poco esperti di miscelatori, che secondo l’idraulico c’è da cambiare il boiler. Ma come il boiler. Io non ho il boiler. Intendeva dire la caldaia che in inglese si chiama appunto, boiler. Quindi, riprendendo il discorso doccia, la decisione da prendere non è tanto “faccio la doccia si o no”, piuttosto “che dici Allegra, ti va di ustionarti stamani sotto l’acqua bollente?”. La risposta è, a malincuore, sì. Esco paonazza, ma profumatissima. Mi cospargo di creme perché quel che ho fatto non è una doccia, ma un peeling. Cambio pelle ogni mattina. Sono ringiovanita di 10 anni in un mese.
Ma, a parte i rubinetti (dicono che le scomodità siano sempre così chic….), dicevo appunto che le case inglesi sono bellissime. Davanti. Basta girare l’angolo per capire che razza di casa stai per affittare. Il retro dice tutto. Il lato B della casa è la vera identità della tua futura dimora.
Che poi, parliamoci chiaro, non ti apparterrà mai. Qui il terreno è tutto della regina e trovarne una freehold, è un miracolo. Altrimenti puoi comprarti il diritto di viverci. Ma come scusate, non l’ho comprata? Non ho fatto un mutuo? Non mi sono appena indebitato fino al collo per avere una mia casa? No, tu hai appena comprato il diritto di viverci, non la casa. Allora voglio i soldi indietro, verrebbe da dire.
Ma insomma, comprata o non comprata, una casa inglese non sarà mai tua comunque. La casa inglese ha, da anni, un unico proprietario. E vincerà sempre lui. Potrai versare somme più ingenti, ma lui sarà già li. Ad aspettarti. Vittorioso, vincente. L’acaro.
Metri di moquette che si estendono per tutta la casa, persino in bagno. Il più delle volte color crema, così quando sei invitato a cena da amici, e sai che dovrai levarti le scarpe per non disturbare il fratello acaro che giace sotto di te, prima di rispondere si o no a sudetto invito, dovrai avere la prontezza di sapere che calzini indossi: non sta bene mostrare quelli bucati sul tallone.
La moquette è così anti igienica che puoi mettergli il collare anti pulci oppure portarla direttamente dal veterinario. Ma sai che il fratello acaro non morirà.
E poi ci sono le tende: 35 kg l’una, minimo, che per aprirle la mattina ci vorrebbe un braccio meccanico dotato di telecomando. Dice ci sono gli spifferi. E sì che ci sono gli spifferi, avete finestre crepate ad ogni angolo. Ma non pensate a finestre normali, no. Qui ci sono le “bow windows” Che chic questi inglesi, hanno un termine per ogni cosa. Finestre che fanno da parete, girando intorno alla casa. Capite adesso il braccio meccanico per le tende a cosa serve? Prima di capire se c’è il sole o se piove, passa almeno mezz’ora.
Yoga o l’apertura delle tende. Scegliete voi la pratica che preferite.


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