Here comes the sun

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Chiedo venia per l’assenza prolungata, ma se avete letto il post “Le mie prigioni” avrete senz’altro capito che la situazione assai tediosa permetteva pochi sollazzi.

Oggi siamo tornate a scuola. Si e basta avere pietà. Oggi si sta a scuola tutto il giorno. Questa protezione nei confronti di mia figlia sta diventando eccessiva. E a me chi ci pensa? Quindi scuola tutto il giorno per Vaiola, mentre io dedico più tempo alle mie letture, all’informazione, alla scrittura, quella vera, quella che faccio per lavoro.

Ieri a Londra era la festa della mamma e alla solita messa, quella dove andiamo per far sì che Vaiola venga ammessa alla scuola annessa alla Chiesa (scusate il gioco di parole messa-ammessa-annessa), c’era il prete giovane, che sostituisce Father Howard. Aveva la sciarpa dell’Arsenal ed ho pensato che non vale pregare perché la tua squadra del cuore vinca. Se poi sei prete, chissà quanto valgono le tue preghiere. Certamente il doppio delle mie: ieri la Fiorentina ha perso qualcosa come 5-0 contro la Juve. Argh.

Oggi invece apprendo che in Italia è la festa del papà. Auguri a tutti voi papà che lavorate, ci amate, vi prendete cura di noi, dei nostri figli e se divorziate poveri voi che dovrete pagare tutto doppio. Quindi non separatevi. Stiamo tutti uniti nell’amore eterno.

Invece di scrivere sciocchezze dovrei raccontarvi delle splendide giornate di sole che ci sono qui a Londra, fatto alquanto insolito, della mostra su Lucien Freud alla National Portrait Gallery, di Hyde Park, della lettera che la Chiesa Inglese ha redatto sui matrimoni gay obbligando tutto il clero a leggerla in Chiesa, di mia madre che è qua con noi da una settimana e di tutti i suoi amici folli con cui usciamo.

E invece non scriverò nulla di tutto ciò perché fuori c’è il sole appunto ed io, dalla Parent’s Room, devo godermelo finchè dura.

Richiedo venia.

 

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