Ho dormito e sono stata punita.

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Stamani ho deciso di dormire un po’ di più. Rilassarmi, riposarmi, sotto il piumone un po’ più del solito. Ma, evidentemente, ho fatto la scelta sbagliata.

Sentivo un insolito silenzio che regnava pacifico in casa, cullando i miei meravigliosi sogni.

Dopo svariati tentativi (falliti) di alzarmi e prendere la situazione in mano, alla fine sono costretta a farlo, svegliata da una telefonata (persa).

Ecco cosa vedono i miei occhi:

la casa è un murales, praticamente okkupata da uno squatter con viso e mani dipinti di nero, capelli arruffati da moccio che via via si è andato spalmando su tutto il viso, pigiama fradicio di non so quale sostanza blobbesca.

Passiamo in rassegna la casa:

pennarelli aperti dappertutto, il pannello termoriflettente è diventato una scenografia per Biancaneve di Ronconi, triste ed incomprensibile; la bottiglia dello sciroppo per la tosse: finita; le fiale di soluzione fisiologica, pacchetto da 25: finite; coperta di lana mescolata a giocattoli, più la srotoli e più ne escono, fiori e foglie ovunque.

Forse ignoro tutto e torno a dormire.

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