La Family Lane.

Written in

by


Sono tornata a casa. In Italia. E questo è stato il mio viaggio:

Inghilterra

Esco di casa, cammino a piedi fino alla metropolitana, accedo al “tubo” con la mia Oyster card ricaricabile, scale mobili che portano me, mia figlia e le nostre valige comodamente alla metro. Saliamo, abbiamo i posti a sedere per mamma e bambino, rispettosamente lasciati liberi.

Scendo dalla metro, trovo indicazioni ovunque per recarmi alla stazione del treno. Quando sto per salire, chiedo al capotreno se è quello giusto che mi porterà all’aeroporto. Mi risponde di si, ma che questo impiega 10 minuti in più di quell’altro e quindi di accertarmi se avrei fatto in tempo. Grazie Dio che esisti. Treno vuoto, posti a sedere puliti, wifi disponibile.

Arrivo all’aeroporto puntuale, vado verso il check in, un signore mi ferma e mi sottrae a quell’orribile coda di…. 500.000 persone? mi spiega che c’è una “family lane” appositamente creata per le famiglie, appunto. Vuota. Un sorriso, e via. Passo, passo, passo davanti a tutto e tutti.

Al gate, prima di salire in aereo, sono la prima insieme a quelli che hanno pagato per salire avanti a tutti (tra un po’ xxxjet ci venderà anche la carta igienica).

Mangio, bevo, dormo.

Italia

Atterriamo. Non siamo ancora fermi che le persone sono già in piedi dopo aver applaudito per l’atterraggio ben riuscito.

I cellulari iniziano a suonare.

Scendiamo ammassati su 3 autobus per fare…10 metri?

Al controllo documenti siamo in 180. Io sono l’ultima con uno zaino da 25 lt in spalle, Viola 20 kg sempre sulle mie spalle, un trolley a mano, borsa a tracolla, l’eskimo che mi fa morire di caldo.

E nessuno sguardo di pietà.

 

Leave a comment