Le mani, questa volte le sue

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Ho diverse amiche qui a Londra. Ognuna diversa dall’altra, ma tutte con lo stesso problema: gli uomini.

Lui sposato (con un’altra) con figli, lei single. Lui single, lei sposata (con un altro) con figli. Lui fidanzato con lei, sposata con un altro ma separata e con due figli, e sempre lui fidanzato con un’altra, sposata con un altro ma separata, con due figli.

Pensiero stupendo. Se in queste triangolazioni tutti si amassero. In realtà, è una lotta alla sopravvivenza, a chi porta a casa l’uomo amato, l’oggetto del desiderio, l’ossessione quotidiana.

Qual’è il meccanismo che rende le persone così desiderabili, così fragili, così inafferrabili, così contese?

La mia amica, che qui chiamerò J, ha due figli, l’ultimo dei quali partorito da sola, già separata: un figlio, frutto dell’amore di due persone, partorito senza il compagno, il padre. J lavora e si occupa dei figli, della casa, della vita. Le manca un compagno ma poiché è bella ed incredibilmente affascinante, intelligente, gli spasimanti non le mancano e l’uomo che le piace arriva dopo poco. Accompagnato.

Non si tratta di un tirangolo dell’amore, no. Si tratta di ossessione, di indecisone, di desiderio di rivalsa. Di fatica.

A J posso solo dire che l’uomo accompagnato, così come la donna,  va bene se lo si prende per quello che è e che sa dare. Che le energie nella vita servono per altre questioni. Che non si tratta di una gara, ne di riconquistare il proprio padre/madre o l’amore perduto. L’amore è una cosa semplice, che funziona, è un incastro perfetto, non si fa domande, e soprattutto non logora. Se M è incapace di scegliere, fai tu la scelta al posto suo. Quella migliore per te. Puoi fare, come dice la mia amica G., il reality check. E allora M. casca. Oppure il passion check. E allora M. resta. Ma con lui, pure l’altra. Tutto sta nel fartelo andar bene, in un modo o nell’altro.

Scrivete a: lapostadelcuore@linkiesta.it

ps: non pensiate sia vero, è solo un post per la mia amica J e per tutti quelli che confondono il benessere con il malessere

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