Sono a scuola di Viola. Stamani l’”inserimento” inizia alle 9am e non alle 10am come gli altri giorni. Quindi 9-11, 2 ore di delirio e paura per Viola. Che poi questa parola, “inserimento”, che vorrà mai dire? Inserimento sociale, inserimento dati, inserimento lavorativo, inserimento, inserire, immettere, collocare. Collocare un pupo di 3 anni in un contesto sociale. Praticamente un debutto. Trattasi di trauma vero e proprio. Il primo passo verso l’autonomia, il distacco dalla sua unica certezza. ME.
Quindi lascio Viola a Miss Chandler e mi avvio verso la stanza dei genitori. E’ tutto diverso qui, a Londra. Io, in quanto genitore di una bambina iscritta a questa scuola, ho una stanza dove posso “chill out“, farmi tea e caffé, scrivere, leggere, rilassarmi.
Parole che ho preso alla lettera.
Oggi, ad esempio, nella stanza dei genitori si tiene una lezione d’inglese per genitori non inglesi. E io? Lì, in mezzo a loro, a tutte queste belle mamme arabe e africane, col mio computer e una sedia senza una gamba, a scrivere.
Londra tutto sommato, mi piace. Mi piacciono le diversità che tentano di “inserirsi” in contesti tra loro differenti, proprio come Viola all’asilo. Mi piace che il tutto si mescoli e cerchi di funzionare in una convivenza interculturale.
La capacità di abbattere barriere culturali è la nuova sfida di questo millennio. E qui, da questa classe multi etnica, ognuno di noi apporta i propri valori e tenta di adattarsi alla società che ci ospita, nel rispetto delle sue leggi. Il presupposto perché questo accada, è una reale comprensione ed accettazione di un rapporto di eguaglianza fra le diversità, anche quando queste rappresentano una minoranza.
Penso a Viola: alla base di ogni insegnamento autentico, c’è e sempre ci sarà l’esempio. Quindi non mi agito per mia figlia e per ciò che dovrà imparare se prenderà l’esempio corretto. Che poi a 14 anni rifiuterà. Ribelle. Ma tanto a 18 se lo riprende pari pari.
Dalla “parents’ room” è tutto, la vostra corrispondente, Allegra Salvadori per Linkiesta.
(da sottofondo alle mie riflessioni sento “This is past tense“….)


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