A Londra non ci sono asili per tutti. Il che è grave. L’istruzione è il principale motore di crescita di un popolo ed è dovere del governo garantire questo diritto sempre e a chiunque.
Ma diversamente da altri paesi, a Londra puoi sopravvivere alle giornate anche con i figli a presso tutto il giorno.
La grande verità è che, sempre qui, a Londra, come spesso accade, e diversamente dal nostro paese, le cose che si pensano si dicono.
E allora diciamocelo: i figli tutto il giorno, tutti i giorni, sono una bella scocciatura. Oppure i figli sono una scocciatura punto e basta.
Ecco, l’ho detto. E l’ho pensato. Sin dal primo giorno. E senza alcun senso di colpa. Sono stata libera per trent’anni, non vedo come la mia percezione della vita possa cambiare. Ma ad ogni modo, qui ho trovato una città a dimensione di baby. O di mamma con baby.
E adesso vi spiego come e perché vivo bene anche da sola con mia figlia 24/7.
Viola ed io ci svegliamo tutte le mattine, io alle 8 per scrivere mezz’ora da sola, in pace, lei alle 8.30. Segue il nostro breakfast fino alle 9. I ruoli si invertono: 1 kiwi + 1 cup of tea + yogurt & cereals per me; 1 cup of coffee + 1 mandarin + biscuits per Viola.
Poi vestizione entro le 9.30. A questo punto Viola ed io siamo pronte per sfrecciare a tutta velocità in bicicletta verso l’asilo (lei ne ha uno, vedi il mio blog post “A punk school”) dove arriviamo alle 9 e 45.
Alle 11 usciamo dall’asilo (siamo ancora nel pieno dell’inserimento) e qui inizia la nostra vera giornata, semplificata da tantissime iniziative, tutte volte a far diminuire l’uso di anti depressivi per mamme incatenate ai figli.
Intanto, la prima cosa carina ed utile che noto, è questo cartello:
A Londra un gran segno di civiltà è dato dalle strisce pedonali: non che siano diverse dalle nostre, ma qui tutte, proprio tutte le automobili, sono costrette a fermarsi. E lo fanno.
Dall’asilo, torniamo verso casa, sempre in bici, con mia gran fatica vista la salita a pendenza 10°, ma resisto e pedalo. Una volta a casa, incateno la bici con doppio lucchetto da 5kg l’uno (consiglio del mio vicino di casa), e cambio mezzo, cioé prendo il passeggino o lo scooter (il monopattino).
Con il passeggino/scooter e le strisce pedonali funzionanti, mi sento già a posto. Ci avviamo verso un autobus o una metropolitana a seconda della nostra destinazione. E qui metto in funzione la mia meravigliosa, magnifica, unica ed insostituibile Oyster card. Qualcosa che di più semplice ed efficace non esiste al mondo. Una carta con tanto di micro chip, ricaricabile per utilizzare tutti i mezzi pubblici della città.
Viola, ovviamente, non paga.
Mettiamo, ad esempio, una giornata al Museo della Scienza.
In metropolitana o in autobus ci sono i posti dedicati ai bambini e generalmente vengono lasciati liberi.
Il museo è gratuito.
Visitarlo è un piacere. Perché è grande, bello, curato. E gratis.
E’ pieno di genitori e figli, passeggini doppi, tripli e quadrupli se solo esistessero…Ci sono giochi interattivi e multi-sensoriali per far comprendere e sperimentare leggi della fisica in modo divertente. Ce ne sono tantissimi oltre ad aree specializzate “contieni bambini” (come le chiamo io) con parcheggio per passeggini e personale dedicato.
Dopo aver provato ogni possibile gioco, computer, macchina e quant’altro, stanche ci avviamo verso il ristorante. Ce ne sono due. Non uno, ma due. Uno più economico ed uno meno. Ma in ognuno di questi, e ovunque in città, troverete sempre un children’s menu che vi salverà la vita (ma forse non ai vostri figli visto ciò che offrono).
Viola ormai è grande, ma nel caso in cui avesse avuto bisogno, ci sono delle facilities per cambiare i bambini, ottimamente organizzate e pulite.
La mia impressione è che sia tutto molto più semplice e a misura di bambino. Esistono e sono tanti, non si può ignorare questa realtà ed è giusto dare loro ed ai genitori, ciò di cui hanno bisogno per vivere una vita un po’ più facile.
Certo, non potrò passare 365 giorni l’anno a giro per musei londinesi, ma qui ci sono anche parchi, playgrounds e play groups e ancora tantissime altre iniziative di cui vi parlerò non appena sarò a corto di musei.





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