Platone è meglio del Prozac.

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Sono in terapia da 10 anni, con varie interruzioni: non sono pazza, sono un po’ come Woody Allen. Semplicemente non ne esco.

Così per Natale mio marito ha pensato bene di regalarmi questo libro “Platone è meglio del Prozac” credendo A) di risparmiare soldi evitandomi future sedute B) di farmi un regalo?

Dunque, 10 anni di terapia per me significano tante cose: ho trovato un equilibrio (ah si?) grazie a cui mi sono sposata ed ho avuto due figli, ho fatto pace col mondo e vivo tutto sommato bene, anche se sempre schiacciata da domande assolutamente inutili circa la mia identità e l’universo tutto.

Per mio marito 10 anni di terapia significano € xxx al mese, € xxxx l’anno che per 10 anni fa all’incirca € xxxxxx. Insomma, per lui sono numeri, solo numeri. D’altronde è un uomo di numeri, li mastica dalla mattina alla sera, li legge, paginate intere come fossero la gazzetta dello sport.

Io non sono una persona di numeri, anzi, mi mettono l’ansia, ma proprio tanta: in autostrada andando da mio padre, su, verso Milano, passo sempre davanti a enormi fabbriche: “Il nord” penso. Ecco la Barilla. E poi  la mia mente inizia a tormentarsi: “Ma quanti fusilli faranno li dentro?”. Poco dopo però, la sconfitta: “No, non ci riesco, non posso pensare a così tanti fusilli insieme, non riesco a quantificare” e mi viene la nausea. Poi ci riprovo: “Allora Allegra, forza, prova, lanciati: 1.000.000 di fusilli! Si, la Barilla produce 1.000.000 di fusilli dentro la sua fabbrica quassù nel Nord. Ma quanti sono 1.000.000 di fusilli?” e di nuovo “No, non ci riesco, è più forte di me, forse una montagna intera?  no, basta, andate via fusilli, lasciatemi in pace”. Ed infine “Pensiamo in scatole allora, quante scatole di fusilli da 1/2 kg produrrà la Barilla? in Italia o per tutto il mondo? oddio, no, non ce la faccio, via Allegra, basta, levati dalla testa le quantità, cambia pensiero”. “Maccheroni?” “Bastaaaaaaa”.

E questo è il mio rapporto con i numeri. E pensare che quando lavoravo per IL marchio (vedi il mio post di ieri “Sono malata. D’ambizione”) masticavo numeri dalla mattina alla sera.

Ma tornando al libro Platone è meglio del Prozac…dicevo appunto che mio marito me l’ha regalato per Natale. Ho deciso che lo prenderò come un complimento. A Londra il nostro budget familiare (sì, fa anche quello) non prevede “i miei svaghi” (cioé la terapia) e così tocca adoperarsi per la terapia fai-da-te: evidentemente mi ritiene all’altezza. Bene, sono solo all’inizio della mia nuova bibbia, ma le prime pagine parlano di filosofia pratica e sottolineano la diversità con quella analitica. Fin qui ci siamo tutti. Poi, il trauma: “Può capitare che persone siano danneggiate dal trattamento psicologico-psichiatrico quando accada che il loro problema di fondo sia filosofico e il terapeuta (…) non se ne renda conto“.

Ecco. Sono stata danneggiata per 10 anni. Certo che il mio problema era sicuramente filosofico e nessuno se n’è accorto! Non vedete che conto i fusilli alla Barilla? sono domande filosofiche queste no?

 

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