Quella sua maglietta fina.

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Ieri ha nevicato.

Oggi splende il sole, il ché è cosa rara in questa città,  ma la temperatura non accenna a salire. Fa freddo, ma così tanto, che fa freddo fuori e fa freddo dentro.

Ma questa è Londra ed in giornate come queste riesci a vedere specie umane rarissime. Addirittura inesistenti nel nostro paese. Forse leggendarie.

Intrepidi, audaci, coraggiosi, forse anche un po’ burberi, si presentano la mattina alle 8 in maglietta. A maniche corte. T-shirt di lui contro doppio golf che invece indosso io. Viola ha direttamente i pantaloni da sci.

Trattasi di Serge, un signore molto gentile di mezza età, che è venuto stamani ad aiutarmi per piccole faccende domestiche, come cambiare dei fusibili e ristabilire la temperatura corretta dell’acqua riparando il miscelatore. Generalmente me la cavo da sola abbastanza bene, sono cresciuta con due uomini (mio padre e mio fratello) e quindi so cosa vuol dire cambiare un fusibile e soprattutto, so farlo. Ma qui, a Londra, ho preferito non fare nulla: questi c’hanno la guida a destra, il senso di marcia invertito, chissà come sono i loro fusibili. Meglio non toccare nulla.

Ma tornando a Serge, non so spiegare questo strano fenomeno da Yeti dell’Himalaya, per me la questione è molto semplice: 21° = maglietta, 0° = calzemaglia, pantaloni, maglietta in lana, maglietta, primo golf, secondo golf, calzini da sci, scarpe con pelo, piumino, cappello, sciarpa, guanti.

Ho notato che da questa sana abitudine stile sauna finlandese per cui prima ribolli a 40° (come in casa) e poi vieni lanciato in una pozza ghiacciata (quando esci di casa), sono affetti anche i bambini che nella scuola di Viola oggi scorrazzano in….maglietta. Ovviamente.

Forse la giusta equazione è sole = maglietta?

In Italia invece solo alla parola Novembre sono già tutti col puimino addosso, anche se ci sono 20° come lo scorso anno. Probabilmente noi desideriamo il freddo e gli inglesi il caldo e pensiamo che vestirci caldi  porti l’inverno mentre freschi porti l’estate?

Non trovando risposte adeguate a questo dilemma, mi consolo guardando le mie amiche mamme dell’asilo che in quanto meridionali (Italiana, Araba, Africana) come me, sono tutte coperte fino al collo.

 

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