Se perdi tua figlia all’aeroporto

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Se perdi tua figlia all’aeroporto sei un cretino. O, nel mio caso, una cretina, una deficiente, una madre irresponsabile.

Succede che mentre tenti disperatamente di scollarti di dosso un po’ di italianità per distinguerti da quelli accanto a te che dell’aeroporto hanno fatto un parcheggio camper (manca il camper ma tutto il resto c’è, ve lo posso assicurare), ti muovi sentendoti felice di portare a casa quel qualcosa di britannico che hai sentito, indossato, imparato nei tuoi primi quattro mesi londinesi.

Succede che dopo esser riuscita a liberarti di tre delle tue sei valige, ti senti leggera e disinvolta, pronta ad affrontare l’ultimo shopping possibile prima di decollare per la destinazione Pasqualina.

E così mentre ti dedichi alla molletta per tua figlia perché le hai appena tagliato i capelli più lunghi da un lato, e lei non ci vede sbattendo ad ogni pilone come nel più classico dei cartoni animati, ecco che è un attimo, una frazione di secondo, un istante solo in cui i tuoi occhi non vedono quello che devono vedere: tua figlia si è persa. O meglio, l’hai persa.

Si perché fino a prova contraria lei é sotto la tua giurisdizione anche se non vorresti, anche se accanto alle mollette per i suoi capelli c’era un costume da bagno anni ’70 da paura, e forse ti sei soffermata troppo a pensare come ti sarebbe stato addosso. Da li a sognarti con quel costume su una barca a vela in fuga d’amore è un attimo. E allora provi anche gli occhiali da sole, a cuore, perché in barca ti servono, ovviamente. E il cappello?  La mise è fatta, manca solo un bel copri costume e qua ce ne sono una miriade. Più di tutti mi piace una specie di tank top intrecciato dietro che poi diventa un vestito lungo, di elastane, quella meravigliosa invenzione che ti scivola addosso. Ora qualche braccialetto qua e la e poi….si parte! Alé! Barca!

STOMP. REALTA’.

Ma quale barca Allegra, aereooooo, Italia, ma soprattutto, V I O L A.

I miei occhi scannerizzano l’intero aeroporto a 360 gradi in un secondo. Poi l’ascensore, il piano inferiore, i negozi. Niente. La gente mi guarda, mi sento giudicata, occhi ovunque che sembrano voler dire “hai fatto i fatti tuoi? Ecco, brava”. Si vabbeh però anche voi, un sogno, dico uno, che poi quanto sarà durato, 3 minuti? 4 al massimo?

Attacco a camminare chiamando Viola senza urlare per non creare panico ne a me ne a lei se mai dovessi ritrovarla, ne agli altri. Una signora mi sente e mi chiede se ho “per caso” perso una bambina “Perso? Vuole scherzare? Chi perderebbe mai una bambina. Diciamo che…non la trovo, ecco.” L’anziana, ma gentile madame, che con uno sguardo m’ha detto tutto, mi dice di aver consegnato Viola alle guardie. Adesso mi arrestano. Me lo merito.

Vedo Viola! Mitica Viola che aveva già dato il suo nome alle guardie: ” So, what is your name?”
“Vaiola”
” Ok Vaiola, and can you tell us how old are you?”
“8”.

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bunny al check in

 

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