indovinate un po’ dove sono? ecco, sì, nel mio ufficio, cioé all’asilo di Viola nella parents room. Mi viene un dubbio: non è che sono io che non mi voglio staccare da Little Miss Sunshine?
Insomma, dicevo, sono qua, sempre qua, irremovibilmente qua, sembra un’okkupazione, uno sciopero, mancano solo le catene a tenermi ben salda a questa sedia.
Il tempo è nuvoloso ma incredibilmente caldo. Credo di essermi dimenticata di farvi la lista dei motivi per cui sinora amo questa città. Ebbene, eccola:
1.
come mamma in condizione di semi libertà, al primo posto della mia top 10 (ci sta tutto) c’è l’asilo di Viola: sarà punk (e lo è) ma a me sembra ottimo e soprattutto è gratis, anzi, mi danno dei soldi (davvero, con i benefits; per chi di voi avesse letto London a baby-friendly town, avverta Belinda); certo, qua le maestre non possono toccare i bambini per tutte le varie storie sulla pedofilia ecc….ma io ho chiesto alla maestra di baciare e abbracciare Viola ogni….20 minuti tipo? e lei lo fa. E Viola è contenta.
2.
la mia oyster card ovvero la mia carta ostrica è davvero geniale: la ricarico agli sportelli automatici e la uso sul tubo e sui bus come una carta di credito, strisci e via.
3.
le macchine che si fermano alle strisce pedonali per farti attraversare la strada. Che poi si chiamano zebra crossing, non è meraviglioso? invece che strisce pedonali, “attraversamento zebra” tipo….
4.
il mio indirizzo nuvoloso e soprattutto il mio codice postale con cui mi non devo più fare spelling del mio nome: N1 0HN = nome-cognome-data di nascita-marito-ex fidanzati-conto in banca-mamma-zia-nonna-amici-amanti-cugini-colore delle mutande. Invasione della privacy? No. Siamo in Inghilterra e la privacy qui è tutto (nonostante i tabloids).
5.
il tubo: il tubo, o volgarmente definito metropolitana, è fantastico, semplice, colorato, pulito. Quando mi sento confusa sui massimi sistemi, vado in cucina e guardo la mappa del tubo che ho appeso in formato A3, per dieci minuti: l’entropia sparisce dal mio cervello.
6.
la burocrazia: semplicemente non c’è e non ci puoi credere. Alzi il telefono, chiedi e sarà fatto (più o meno). Quando devo andare in comune mi porto sempre dietro: certificato di nascita, di battesimo, di matrimonio, residenza, codice fiscale, carta d’identità, delega del marito a esistere, elenco del telefono, insomma, tutto di più. Poi mi siedo, e a domanda fatta arriva secca la risposta “Yes Madame”. Ma come yes madame? non devo implorarti corromperti pregarti invitarti regalarti???!
7.
la chiesa: domenica siamo andati a messa. Non sono religiosa, sono mezza יהודיה , non pratico da nessuna parte, credo poco in generale. Ma qui le scuole migliori sono quelle statali cattoliche e così tocca la messa della domenica per farsi vedere genitori-credenti. Che cliché. A fine messa ci consegnano un volantino: il conto economico della Chiesa. No dico, con tanto di percentuale di (de)crescita l’anno?? E discorso chiaro, pochi giri di parole: “signori, abbiamo bisogno di soldi, c’è da cambiare il boiler e tutte le finestre.” Intanto pensavo che avevo appena cambiato il boiler a casa mia assolutamente per nessun motivo, cioé l’idraulico s’è ostinato a dire che andava cambiato quando invece era rotto solo il miscelatore. Fatto sta che l’ha cambiato e….era rotto solo il miscelatore. Quindi avrei potuto regalare alla chiesa quello vecchio. Che secondo me poi se l’è preso l’idraulico perché guarda caso nella spazzatura non c’era più.
8.
La gente: sarà anche arrabbiata e poco sorridente, ma per me le persone che si fanno i fatti loro valgono più di mille persone inprozaccate felici che poi magari alle spalle t’accoltellano. Yeah qui ognuno fa quel che vuole, per la sua strada, non ti guarda non sa chi sei e manco vuole saperlo. Per me, perfetto. Poi li vedi d’ogni forma e tipologia: l’altro giorno per esempio in fila al bancomat (si, qua si fa la queue anche al bancomat) c’era C3PO (il robot di Star Wars) e davanti a lui una punk con i capelli di un improbabile color fucsia.
9.
plugs: tutte le prese elettriche hanno un pulsante che ne comanda l’accensione. Geniale. E altrettanto geniale è la kettle (il bollitore elettrico). E le buste del tea nei pacchi da 100. E l’apfelsaft (succo di mela) il più buono di tutti in assoluto. Infondo gli inglesi sono anglo-sassoni, di tedesco c’hanno tutto, compresa la famiglia reale.
10.
mmhhhh…..per questo punto dieci non so chi vince, se la giocano dura i black cabs ed i musei….mettiamoli insieme via, tanto può essere che per andare al museo prendi un taxi e allora godi doppio.
alè.
ps: scusate se tralascio le olimpiadi, wimbledon, wembley, capello (ex?) allenatore, i ristoranti, little venice, tutti i punti gratuiti di hotspot wi fi, gli autobus a due piani, il museo di sir john soane, i grandi magazzini, i parchi per quando non è nuvoloso, gli scoiattoli, la musica, lloyd webber, foster, turner, shakespeare, chauser, i pink floyd, hobbes and locke e quant’altro.
pps: per la prima volta sento il mio nome in questi giorni, continuamente, non faccio che voltarmi: trattasi della Costa Allegra che tanto allegra non è. Io sì.


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