Caro MARITO MODELLO ti scrivo

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Spotify ed eccomi qua. A scrivervi. Dovreste tutti vedere il film “La morte sospesa“. L’ho visto sei anni fa con la mia amica Costanza, stravaccate sul suo divano giallo, con i piedi appoggiati al suo gnometto in plastica da giardino, in formato gigante, firmato Starck. Lo sapete che non dovrei mai raccontare i fatti miei su questo blog, ma invece lo faccio, perché come mi scrive qualcuno, sono un servizio pubblico ed ambisco ad esserlo sempre di più. Un giorno, insieme alla bolletta dell’acqua, vi arriverà quella di The Blair Mum Project. Insomma CARO MARITO MODELLO, volevo dirti che ieri ho preso il servizio di piatti in porcellana della trisnonna e l’ho volato. Sì sì, proprio scaraventato. Sì, succede anche questo. E vuoi sapere perché? Perché voi uomini ci portate all’esasperazione. Mi sono anche prenotata un bel viaggio in perfetto stile fuga. Non d’amore. Di cervello. Cioé di testa, nel senso che se no divento matta. Allora quando vi si dice di stare attenti perché siamo vicini al limite, cercate di cogliere il messaggio e di non darlo per scontato come se avessimo sempre gli ormoni in tilt. Ogni tanto, e dico ogni tanto, ascoltate il campanello di allarme, distinguete una futile lamentela da qualcosa di più serio. Piangere per un paio di scarpe è cosa seria. Ma piangere per le pari opportunità, in casa propria, è cosa molto più seria. Perché c’è chi ci crede davvero, e non si riconosce negli schemi imposti dalla società.  Caro MARITO MODELLO, questo post è per te, perché tu capisca che se una donna vuole lavorare, non c’è niente di male. Sei un uomo fortunato. Che se una donna vuole sentirsi libera, devi lasciarla andare. Caro MARITO MODELLO…. la mattina quando esci di casa per andare a lavorare, non dimenticarti che oltre al tuo lavoro, hai una moglie e dei figli, che oltre al raggiungimento dei tuoi obiettivi a breve termine, ci sono anche quelli a lungo termine e che devi averli chiari nella tua testa se vuoi questa famiglia. Altrimenti, lascia perdere, lascia spazio, confrontati perché anche noi abbiamo delle idee. Ricordati che la visione della vita al femminile non finisce con l’abbassare la tavola del gabinetto, che palle. Che le idee, i pensieri, i sentimenti devono essere condivisi. Che ogni cosa, essere o persona, per poter vivere ha bisogno di amore, di rispetto. Che i figli si fanno in due e si crescono in due. Che le bollette si pagano a metà, e alle poste ci si va in due. Che si mangia tutti insieme e che tutti insieme si va a fare la spesa. Tutte banalità, ne sono certa. Ma pensaci bene: succede veramente? Veramente senti la responsabilità sulle spalle di tutto questo? Lo fai? Sono certa che ognuno di voi si sente estremamente partecipe alla vita familiare, responsabile e non antiquato nelle idee e nella pratica. Eppure, non si sa perché, alla fine il ruolo della donna rimane sempre quello: pensare a tutto. Governare. Caro MARITO MODELLO, non ci si può permettere di perdere lucidità, coscienza, se non volontariamente tramite uso di stupefacenti. Ma non a casa, nel quotidiano, nella condivisione del presente. Perché di questo si parla. E parlare è importante, sai? Mariti, fateci parlare, non fateci urlare, lottare, i nostri diritti li abbiamo già conquistati una volta, c’è davvero bisogno di rincominciare tutto da capo? Caro MARITO MODELLO, facci sentire belle, amate, brave e intelligenti, e non rilegarci in casa a fare da mamma e moglie, perché siamo molto di più di questo. E se solo ci deste la possibilità, sapremmo dimostrarvelo. Infine, caro MARITO MODELLO, qua siamo in due ad aiutarci, non ad affossarci, quindi quando decidi di lavorare fino a tarda notte, fa che questo non diventi uno stile di vita, ma un’eccezione perché la libertà che ti prendi limita quella altrui. E non è scritto da nessuna parte che bisogna sacrificarsi. La vita non è un sacrificio. La vita è e deve essere bella. Sempre. Qui si fa a metà di tutto, a costo di avere una lavagnetta con una riga nel mezzo e i nostri nomi su due colonne. Adesso, caro MARITO MODELLO, potrai odiarmi più di prima, come rappresentazione scritta del pensiero di tua moglie che non tarderà molto a manifestarsi sotto forma di urla. Donne! Immaginatevi come sarebbe bello se il mio prossimo post fosse scritto da Saint Germain dès Prés, da un bel café, mentre il vostro lui sarà lì a fare lavatrici, lavastovigli, letti, prenotare baby sitter, fare la spesa on line, gestire i suoi 4 lavori diversi, fare il bagno ai vostri figli, preparargli la cena, pensare ai suoi suoceri, pulire la casa, fare il regalo di compleanno alla cognata, cugina, nonna, sorella…..E quando torneremo dal nostro viaggio, donne, per favore, non fatevi dire che avevamo ragione e che cambierà tutto. Semplicemente, FATE CHE SUCCEDA.

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10 responses to “Caro MARITO MODELLO ti scrivo”

  1. serena

    Voglio tornare a vivere a Parigi! Adesso! :)

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  2. Pillo

    Ho un’amica geniale…!!!

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  3. Senti, a me pare brutto parlare male dei colleghi mariti, anche perché ogni famiglia ha le sue dinamiche.
    Però se si lavora in due è il minimo che quantomeno si dia una mano a casa. Uno cucina, l’altro lava i piatti. Uno lava, l’altro stende. Eccheccazzo, è il minimo.

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  4. amici, la regola è quella e sono certa che è chiara per tutti.
    l’applicazione è altra cosa.
    io me ne vado a parigi.
    poi torno eh.

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  5. anonimo

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    1. ah comunque io non sono Silvia in crisi eh, caspita. Sono solo un POCO incazzata. ecco tutto. Ci può stare no?

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  6. l’ho visto e mi era piaciuto da morire ma non mi ricordo nulla come sempre. Per questo sto leggendo http://www.ibs.it/code/9788830424784/foer-joshua/arte-ricordare-tutto.html

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  7. Pepa_online

    il nano! il mio film preferito! Grazie per le citazioni!!!! Love

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  8. Relevodepassospelaareia

    Bello! L’ho fatto.

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  9. saint germain- saint germain – saint germain – tutto quello che ho, e anche quello che non ho, per un pomeriggio parigino

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