365 days of Happy (cioé trecentosessantacinque giorni di Allegra)

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Se aspetti il tuo compleanno per 364 giorni l’anno perché sei assolutamente convinta che quel giorno sarà il giorno più bello dell’anno, sicuramente tra le tue aspettative, l’immaginazione e la fantasia, l’ottimismo ed i tuoi sogni, non immagineresti mai di (ri)finire all’ospedale. Ed è così che vi svegliate tutti e tre alle 9 di un bel sabato mattina, nella vostra bella casetta inglese pieni d’amore, speranze, sogni e fiducia nel futuro. Il marito lancia in aria pancakes appena cucinati. La figlia: un esserino dagli occhi furbetti che ha deciso di annodarsi col rischio di soffocamento dentro le nostra lenzuola e così bella insaccata, si rotola su e giù per il nostro letto fino a quando…..BOOOM!E subito dopo UAAAAAAAAAAAA! Buon Compleanno Allegra. Già lo sai. Che te lo diciamo a fare.

FINE PRIMO TEMPO.

Seconda scena. Primo piano sulla bambina urlante ed i genitori con padella in mano e pancakes in bocca che si precipitano (a rallentatore) spingendosi ed urtandosi sul luogo del misfatto. Trovano: un insaccato urlante e ben mimetizzato per terra che si dimena nel tentativo di liberarsi dalle lenzuola attorcigliate ovunque. Nessuno discute su chi controllava cosa. Io attacco (che è sempre la miglior difesa) “Non c’ero e se c’ero dormivo”. Scena seguente: controllo dei riflessi della figlioletta insaccata. Tutto funziona, tutto risponde, ogni pezzo è al suo posto, tranne che….qualcosa mi dice che le è uscita una spalla.

Terza scena. L’allegra famigliuola si trova in un bellissimo ristorante di Londra a festeggiare il compleanno della madre nonché moglie nonché me medesima sì proprio io. Primo piano sulla torta con le candeline. Tutti ridono e sorridono, gli amici scattano foto, si vedono avanzi di vino in bei calici, panoramica sul posto. Poi zoommata sulla figlioletta che cammina pare c’abbia una zavorra sulla spalla destra. Tutta cionca. Rewind veloce al finale della scena seconda: la festeggiata, cioé io, una volta compreso che Little Miss Sunshine si era fatta male davvero, ha messo in pratica decine e decine di anni di studi per comprendere bene l’entità del dolore e quindi dell’incidente. Trattandosi di caduta cranica, cioé che è caduta de testa, ecco come dovete agire: improvvisamente urlate “Scoiattolo!”. Se vostra figlia muoverà la testa con rotazione del collo a 45° in direzione dell’immaginario scoiattolo che avrete fatto finta di veder passare casualmente nel salotto di casa vostra, il collo non è rotto. Compreso questo, ho deciso che era giunto il momento di festeggiare e ci siamo diretti verso il noto ristorante a 5 piani. Una volta giunti a destinazione, chiedo a Viola di prendere un bicchiere in mano e non c’è riuscita. Le ho legato il braccio al collo ed abbiamo continuato a mangiare. Lei sembrava tranquilla. Finito il lunch, gli uomini giocano a biliardo, noi chiacchieriamo, Viola gioca, sempre un po’ dolorante, ma sempre col braccio legato. Poi non riesce più a camminare, le fa male tutto, collo, braccio, testa, schiena e soprattutto non la si può prendere in collo perché sente troppo dolore sotto il braccio. Ospedale.

Quarta scena: l’ospedale. Se sabato scorso sono stata scaricata dalla macchina in corsa con calcio davanti al pronto soccorso come in Traffic, questo sabato siamo entrati contromano dall’ingresso riservato alle ambulanze. Siamo degli afecionados del pronto soccorso, A&E come lo chiamano qua, ABC come lo chiamo io. Insomma, entriamo all’ABC con Vaiola che a questo punto ha ripreso pigolo, io schiaccio un cinque a tutti i dottori e l’uomo dei numeri parcheggia pagando qualcosa come £10 per un’ora. Poraccio. Nessuno crede che a Viola le sia uscita una spalla perché è lì bella e tranquilla che canticchia. “Viola, se canticchi tutta felice Heidi le caprette ti fanno ciao, qua ci schiacciamo la nottata”. Tempo due secondi che Little Miss Sunshine fischiettava il requiem e fingeva lacrimucce con saliva appiccicata alle guance. Si entra dopo 2 minuti. Mitica Viola. Avete presente quando c’è la foto della scuola e devi tenere fermi 30 bambini tutti e sorridenti nello stesso istante perché tutti devono venire bene così quella foto puoi venderla a £10? Ecco, immaginatevi una-sola-bambina ma a fare i raggi x. In piedi. Insomma, al ventesimo ciak ‘sta radiografia viene. Si vede un segmento rotto a metà. Quel segmento si chiama clavicola.

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il regalo di Viola

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il regalo di Laura, maga del packaging (più giù vedrete il regalo!)

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il regalo di Sophie, very sexy indeed :)

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il regalo del marito (i jeans fichissimi, taglia perfetta, chi è stato?)

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il regalo di Laura (la foto la regalano insieme alla crema)

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Viola col suo cartello per mandarla a scuola

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il regalo di Martina!

 

One response to “365 days of Happy (cioé trecentosessantacinque giorni di Allegra)”

  1. Helga

    Ma voui mettere una bella gita al pronto soccorso come regalo? Metti che incontravi il dottor Ross….

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