E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho scritto qualcosa. A Londra, oggi, si sente la primavera. Il sole risplende, il cielo è azzurro e la temperatura è mite. Mi sono affacciata al balcone di casa, sicura di trovare un po’ di verde tra i rami secchi dell’albero che mi tiene compagnia, davanti alla finestra, nelle mie giornate piene di parole. Scritte.
Viola è malata e così questa bella giornata la vedremo dalle vetrate del nostro piccolo appartamento di Londra. Ma è comunque bello anche solo poter vedere un pizzico di blu.
E il mio balcone, che mi ha ospitata per un anno intero, quando ancora mi occupavo di Little Miss Sunshine, da mattina a sera tanto da farmi conoscere la piazza in cui viviamo in ogni suo angolo, oggi mi avrà nuovamente, non solo come osservatrice, ma anche come sognatrice. Quello che per un anno intero ho desiderato, oggi è qua, tra le mie mani. Non potrei chiedere di più. Oggi voglio fermarmi e godere di quello che ho. Londra, un’avventura iniziata un anno fa, sta diventando casa, con la sua vita quotidiana che ci stupisce e stimola continuamente. Londra, dove è nato questo blog, sulle mie elucubrazioni da mamma alle prese con la vita. Londra, dove ho ritrovato un impegno quotidiano, un lavoro, un mondo reale che mi ha dato la possibilità di rimettermi alla prova, con grande libertà e molta voglia di riuscire. A Londra ho conosciuto mio marito per la seconda volta, l’ho visto confrontarsi con il vuoto di un paese nuovo, della sua cultura, la lingua. E chissà cos’ha visto lui in me.
E poi non dimentichiamoci Nilla Pizzi, Violet, Vaiola, Little Miss Sunshine, lei così piccolina ed indifesa, tutta sola che fa la sua strada in salita per conquistare amici, una scuola nuova, abitudini e suoni diversi, dal suo basso che ci guarda con quel nasino all’in su facendo valere le sue opinioni da piccolo nanetto arrabbiato. Londra oggi è proprio bella. A volte faccio talmente tanta fatica a farla mia, che una volta conquistata, diventa casa. E potrebbe esserlo per una vita intera se non fosse per quella parte di me che vivrebbe viaggiando. Qualche week end fa ho proposto un viaggio in Cornovaglia.
L’idea è presto divenuta un pdf, come da mia fissazione. Se fossi andata in Brasile per un paio di mesi, forse mi sarei abbandonata all’avventura. Ma viste le 72 ore a disposizione, ho creato un mostro: un piano dettagliato sin nei minimi particolari. Ed il risultato è stato sorprendente.
Potevamo scegliere altre destinazioni ben più vicine, oppure, semplicemente, potevamo aspettare la primavera per compiere questo viaggio epico nel sud dell’Inghilterra. Potevamo. Ma tutti sapevamo che non sarebbe mai successo. Quel week end era destinato alla scoperta del territorio celtico.
E così, da Nord a Sud, ci avventuriamo nella costa meridionale fino a St Ives, un paesino incantato, da ammirare unicamente dalla Tate Gallery per il panorama mozza fiato (e il freddo impestato?)
Certo in pochi potranno vantarsi di aver dormito nel castello di Camelot, lassù a Tintagel…Non tanto per il castello di per sé, quanto per questo….
Aprire le finestre la mattina appena svegli e trovarsi davanti a scogliere a picco sul mare, sovrastate da natura selvaggia e resti del castello di Merlino, ecco, non è proprio da tutti i giorni, specie se viaggi con due tipette di un metro e poco più che di Re Artù e la spada nella roccia, hanno fatto un motivo di vita nelle 6-ore-consecutive- di viaggio in macchina.
Di giorno camminiamo, scopriamo, ci stupiamo, mangiamo, brindiamo, esploriamo, viaggiamo, ridiamo e cantiamo. Di notte, dormiamo un sonno pesante e profondo, cullati dal rumore del vento, sotto i piumoni alti e soffici. Siamo due famiglie alla scoperta di mondi nuovi e vecchi. Come la nostra ultima destinazione, più romana che inglese: il suo nome è Bath e di romano ha qualcosa che nessun altra città ha in tutto il Regno Unito. Le terme naturali.
Ed è così che ce ne torniamo a casa, a casa nostra, quella dell’uomo dei numeri, di Little miss Sunshine e mia. A Londra, la città che ci ospita e che ci cambierà per sempre.














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