Non voglio iniziare col botto, per cui lo farò in sordina. D’altronde sono qui per scrivere, sono di nuovo qui, per me, per confrontarmi coi miei pensieri, per rileggerli, riprendere vecchie abitudini, forse per malinconia, forse per necessità, nostalgia canaglia. Sono passati undici anni, quattro paesi, due figli, due cani, un gatto, un pappagallo ed un coniglio. E un marito, l’Uomo dei Numeri. Il pappagallo, il coniglio, e uno dei due cani non ci sono più. Ma l’Uomo dei Numeri incredibilmente resiste.
È da tanto tempo che mi immagino il primo post di The Blair Mum Project 10 anni dopo. Anzi, forse ne ho persino scritti un paio. Ma nessuno sembrava mai essere all’altezza del compito. Così oggi, un qualsiasi venerdì di fine agosto, che pare novembre perché sempre al Nord abitiamo, eccomi qui, col mio blog ed i miei personaggi preferiti: Little Miss Sunshine e l’Uomo dei Numeri. Che poi quando vi incontro per strada, voi lettrici e lettori, mi chiedete sempre come stanno. E li chiamate proprio così. “Come sta l’Uomo dei Numeri?“. “Come sta Little Miss Sunshine?“. E il mio cuore ha un sussulto.
Iniziamo per gradi. Little Miss Sunshine ha quindici anni, ed e’ una stanga di 1 metro e 70, che faccio fatica a descrivere per non sembrare una madre arrogante. Posso tranquillizzare tutti e confermare che ha tutti gli strumenti che le servono per vivere una vita felice. Se l’epigenetica conferma che 50% dei geni è influenzato dall’ambiente, sono stata una buona madre.
L’Uomo dei Numeri c’è. Dovrei scriverlo sui cartelli dell’autostrada un po’ come quel “Dio c’è” senza però la droga (credo). Forse si è accorciato un po’, e, se possibile, è più paziente di prima. È cambiato lui. Sono cambiata io. E siamo cambiati insieme.
Poi ci sono Acciuga e Lili, un cane e un gatto, lo yin e lo yang, il bianco e il nero, il bene e il male. Chi sia cosa non mi è ancora chiaro, ma ogni tanto sento guaire o miagolare e devo riprenderli e spiegare loro che devono andare d’accordo perché qui in Olanda la casa è piccola e ci si sta stretti, e se tutti ci lamentassimo, chissà dove finiremo, per carità.
Olanda. Dopo quattro anni a Londra trascorsi a lavorare per la casa di produzione digitale, scrivere per il Corriere della Sera (et al) e per questo blog (che era su Linkiesta se ricordate), nel 2015 ci siamo trasferiti in Medio Oriente, a Dubai, dove siamo rimasti altri quattro anni. Lì un blog come il mio non può che condurre alla deportazione, pertanto sono stata esortata ad interrompere questo flusso di coscienza con gran dolore mio e probabilmente sollievo per tutti gli altri. Dopo un anno alle Nazioni Unite come Editor in Chief, ne ho trascorsi tre facendo consulenze per il governo arabo (anche se lo status sul passaporto è rimasto quello di “housewife“).
Poi, a Dicembre del 2019, lasciamo un regime per approdare nel paese della tolleranza e delle libertà civili, che per primo ha legalizzato i matrimoni gay e dov’è sbocciata la democrazia più compiuta d’Europa, dove perfino le prostitute pagano le tasse e dove la marijuana la compri al bar. Due anni di covid ci lasciano in un limbo, in un paese nuovo che non possiamo vivere, senza amici, senza famiglie, solo noi tre, frastornati e soli. Ce la caviamo bene. L’Uomo dei Numeri lavora da casa, Little Miss Sunshine è quella che accusa di più il colpo, senza poter andare a scuola e senza poter essere chi è, una ragazzina di tredici anni. Io, invece, riesco benissimo ad essere chi non sono e mi iscrivo all’Università di Utrecht ad un corso di Laurea in Storia. E intanto lavoro come freelance.
Ne usciamo rafforzati, tutti e tre, soprattutto Little Miss Sunshine, oggi forte, sicura, e bellissima. L’Uomo dei Numeri ha ripreso ad andare in ufficio, ma solo due volte alla settimana, un po’ in Olanda ed un po’ in Francia: lui meno di un’ora per andare in ufficio no. Io in compenso ho un’utilissima laurea in Storia e il mio conto in banca continua a piangere proprio come l’avevo lasciato a Londra nel 2015. D’altronde non mi sono mica laureata in Economia e Commercio.
Vi domanderete se sono sempre la mamma atipica, se sono ancora frastornata di pensieri ingombranti, ed entusiasta a vita. In qualche modo sono molto più mamma adesso, meno confusa, molto più stabile ed infatti questo blog sarà un flop totale.



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