Settembre racchiude in sé due elementi imprescindibili: la malinconia, stato d’animo tetro, depresso e accidioso ma allo stesso tempo meditativo e contemplativo, piuttosto occasionale, non perenne, ed il suo opposto, la gioia, stato o motivo di viva, completa, incontenibile soddisfazione, anch’essa occasionale, decisamente non perenne, ma ben più piacevole sebbene molti provino una certa gioia, appunto, nel crogiolarsi nello stato d’animo malinconico. Ma tra i due, chi vince?
La malinconia è data dalla fine dell’estate, ed equivale un po’ alla sindrome della domenica sera senza neanche il bel film alla televisione, ma solo valigie da disfare e ricordi da impacchettare. Arriva piano e da lontano. È come la luce delle stelle: loro non ci sono più, ma qualcosa riflette. La malinconia dell’estate non dura una quarantena, ma viene spazzata via dalla prima pioggia, avvisaglia di un autunno imminente. Sarebbe sano vivere la malinconia, come tutti i sentimenti e le emozioni, fino ad esaurimento. Ma a volte può esser sostituita: dalla gioia di Settembre. La gioia di Settembre è una forza della natura che per alcuni scaturisce proprio dalla malinconia, e la rimpiazza. È quell’energia che ci fa chiudere col passato per vivere il presente pienamente ed in modo assolutamente entusiasta. È un momento dell’anno atipico, in cui si rinizia per la seconda volta, è un nuovo capodanno, una nuova opportunità di essere migliori e fare meglio: cosa, varia per molti, dalla scuola, al lavoro, il genitore, il nonno, l’amico, il fidanzato, lo sport, il carattere, la lettura, e via dicendo. Tra malinconia e gioia, chi vince?
Il mio stato malinconico è effimero, dura meno di un eclissi, una manciata di minuti, e viene volutamente rimpiazzato dall’entusiasmo, l’eccitazione, la gioia di Settembre. Settembre significa riniziare e ogni nuovo inizio è il mio mantra che come tale mi cura. Settembre mi dà tutte le occasioni per metterlo in pratica: liste vertiginose di buoni propositi e cose da fare (tra cui scrivere qui), obiettivi dell’anno (make Allegra great again vince su tutti), ma anche nuovi sport (ho ripreso yoga dopo essere stata ferma un anno per un incidente alla spalla), un Master (studio ancora le guerre ma adesso c’ho aggiunto i diritti umani) e più lavoro. Mi piacerebbe fare come l’Uomo dei Numeri che adesso è diventato uno strategist nel suo job yeah, nel senso che deve fare più strategia, perché il bello del riniziare non sono tutte le cose da fare, ma formulare il pensiero, sedersi e riflettere, pensare alle questioni universali che ci riguardano. Make Allegra great again va in questa direzione, significa riflettere su chi sono e come mi voglio, è un piccolo passo per me ma enorme per l’umanità: ogni volta che stiamo bene, ogni volta che raggiungiamo il nostro baricentro, tutti intorno a noi ne beneficeranno. Un effetto domino, una reazione a catena grazie ad un piccolo cambiamento in grado di produrne a propria volta uno analogo. Fare i conti con sé stessi non è roba da tutti i giorni, insomma. È uno sforzo che può avvenire una, due volte l’anno al massimo. Una volta espresso l’intento (make Allegra great again) la meditazione può rafforzarlo, definirlo, ed infine portare a compimento il processo di trasformazione. La gioia di Settembre per me contiene tutte queste verità.
Certo che riflettere sulle questioni universali potrebbe anche un po’ appartenere alla malinconia di Settembre (stato d’animo tetro, depresso e accidioso ma allo stesso tempo meditativo e contemplativo, piuttosto occasionale, e non perenne). Probabilmente l’uno è funzionale all’altro, e probabilmente si alimentano a vicenda, gioia e malinconia. Alla domanda “Tra malinconia e gioia, chi vince?” allora rispondo in un altro modo: il bisogno fisiologico di trovare sempre risposte ad ogni bivio, ad ogni polarità, è una necessità che ci costringe ad uno spazio bidimensionale, facendoci perdere la terza dimensione della nostra realtà: la profondità. Pertanto tra i buoni propositi di questo Settembre, alla tentazione di scegliere un elemento tra due (o gioia o malinconia), invoco complessità per rinunciare alla semplicità di dover sempre scegliere l’uno o l’altro; molteplicità per contrapporla all’unicità, ed infine simultaneità come la gioia e la malinconia che possono concorrere nel medesimo istante e farci vivere uno splendido e intenso Settembre.


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